Le frequenze dell’anima

Un’esposizione dedicata alle tonalità minori come spazio di ascolto e risonanza interiore: In Minor Keys si propone come un percorso di ascolto e rigenerazione.

Suscitano una profonda emozione le parole del testo scritto da Koyo Kouoh, prima curatrice africana della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della La Biennale di Venezia, prematuramente scomparsa il 10 maggio 2025. In Minor Keys In Minor Keys è il titolo da lei scelto per la mostra che, con il pieno sostegno della sua famiglia, La Biennale di Venezia ha deciso di portare avanti, attenendosi fedelmente al progetto da lei concepito, per tutelare, valorizzare e rendere accessibili nel modo più ampio possibile le sue idee e il lavoro sviluppato con straordinario impegno fino alla fine. La Mostra, aperta al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre 2026, è realizzata con il contributo del team selezionato da Koyo stessa: Gabe Beckhurst Feijoo, Marie Hélène Pereira e Rasha Salti (advisor); Siddhartha Mitter (editor-in-chief); Rory Tsapayi (assistente alla ricerca).

Nel testo curatoriale, Kouoh spiega il significato del titolo: “Le tonalità minori sono anche isole minori: mondi in mezzo agli oceani, con ecosistemi distinti e infinitamente ricchi, vite sociali articolate — nel bene e nel male — all’interno di strutture politiche ben più vaste e con poste in gioco ecologiche di grande rilievo. In questo contesto, l’evocazione della tonalità e dell’isola si estende a un arcipelago di oasi: giardini, cortili, residenze, loft, piste da ballo — gli altri mondi creati dagli artisti, universi intimi e conviviali che rigenerano e sostengono anche nei momenti più bui; anzi, soprattutto nei momenti più bui”.

Con 111 partecipanti — tra artisti, artiste, duo, collettivi e organizzazioni — il nucleo concettuale della Mostra si articola attorno a motivi scelti a partire da opere capaci di coinvolgere insieme anima e intelletto. L’intreccio di questi motivi si traduce in una composizione che non procede per sezioni, ma per “priorità sotterranee”. Nel corso del lavoro curatoriale, molte suggestioni hanno trovato eco nei riferimenti letterari condivisi da Koyo come fonti d’ispirazione, tra cui Beloved di Toni Morrison e Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez, accomunati dall’attraversamento di mondi e soglie temporali e da un realismo magico capace di intensificare il registro emotivo.

Photo by Jacopo Salvi Courtesy of La Biennale di Venezia 53 JS27299

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