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Cucina consapevole


Il piatto che amo di più? I ravioli di pane tirolese con ragù di petto di vitello e finferli” A dirlo è lo chef Marc Oberhofer, responsabile della ristorazione dell’hotel Lamm di Castelrotto. L’albergo, circondato dall’incomparabile scenario delle Dolomiti, dopo un attento re- styling che ha saputo conciliare il fascino della tradizione con un design moderno, accogliente e curatissimo, ha iniziato a scrivere un nuovo capitolo della propria storia iniziata nel 1670 sotto una veste e una direzione interamente rinnovate. Partecipa alla nuova vita dell’hotel anche Oberhofer, che spiega nel dettaglio il valore, anche culturale, della sua proposta culinaria: “Potrei definirla una cucina creativa ma il punto di partenza è sempre la tradizione altoatesina. Mi piace studiare e reinterpretare ricette classiche aggiungendo il mio tocco personale. È una cucina di montagna che trae ispirazione dalla natura e dalle stagioni. Uso infatti esclusivamente ingredienti locali, di stagione e di alta qualità prodotti con cicli di trasporto brevi nel rispetto della sostenibilità: frutta e verdura bio, erbe alpine, latte e prodotti caseari, uova e carne, provengono tutti dai masi contadini delle nostre valli (anche il pesce è dell’Alto Adige), e nei piatti che propongo in menu fanno davvero la differenza. È un modo di cucinare sano e consapevole, dove l’attenzione alla salute è tra le cose più importanti: sto sempre attento che ogni piatto contenga le giuste quantità di proteine, carboidrati, vitamine e fibre, perché ogni pietanza deve essere equilibrata da un punto di vista nutritivo, oltre che bella e buona. Ed è quindi fondamentale avere materie prime ottime. Nei miei piatti cerco di mettere sempre un tocco di colore, in particolare il verde e il rosso, qualche spezia, e amo mescolare consistenze diverse, dal morbido al croccante”. Al Zum Lampl, il ristorante dell’hotel, si è recentemente affiancato un piccolo nuovo locale gourmet: il Lamplstube, sempre guidato da Marc Oberhofer, si compone di tre tavoli per un massimo di dieci posti a sedere. “È un regalo che faccio a me stesso e ai miei ospiti” afferma chef Oberhofer, “un altro capitolo che si aggiunge alla mia storia e che scrivo con emozione ed entusiasmo. Volevo un luogo intimo e accurato dove poter continuare a sperimentare la mia cucina, fra tradizione e creatività, sempre nel rispetto di quegli standard di qualità e sostenibilità che caratterizzano la filosofia dell’hotel”.

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